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AiopMagazine n° 12 - dicembre 2013
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AiopMagazine n° 12 - dicembre 2013

In trincea

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Editoriale - di Gabriele Pelissero

Nell’ultimo numero di AiopMagazine avevamo posto l’attenzione sulla legge di stabilità 2014 e avevamo accolto con soddisfazione la determinazione del ministro della Salute Lorenzin, poi recepita dal Gabinetto Letta, di dare uno stop ai tagli lineari come strumento di governo della sanità in Italia. 
Il discorso, ad oggi, non è ancora definitivamente chiuso. I parlamentari hanno presentato centinaia di emendamenti, il commissario della spending review ha espresso dubbi sulla congruità e anche la Commissione UE ha posto diverse eccezioni. E mentre questa partita è ancora aperta, ma ci auguriamo senza stravolgimenti finali, sono state distribuite le carte per un’altra mano, probabilmente l’ultima del 2013, che riguarda il Patto per la salute.
Da questo punto di vista, il 2013 sembra chiudersi così come si era chiuso il 2012, con la spada di Damocle del cd. regolamento Balduzzi riguardante gli standard ospedalieri, che il Governo vorrebbe inserire nel Patto, con effetti importanti sulla rete ospedaliera italiana e sull’economia del Paese. 
Il tema della soglia minima di posti letto, oggi, come lo scorso anno, è tra quelli che preoccupano. Già nel 2009 si era cercato di introdurre il limite minimo di 90 p.l. per acuti in una importante regione come il Lazio, e già allora Aiop aveva contribuito a fermarne il decorso con la presentazione di studi di economisti e ricercatori (Velo, Pinna Pintor) che ne dimostravano l’inconsistenza scientifica. 
A novembre 2012, come si ricorderà, una prima bozza Balduzzi portava la soglia a 80 posti letto, per poi giungere, anche per le continue richieste di abolizione da parte Aiop, alla soglia di 60 p.l. per acuti contenuta nell’ultima versione del regolamento (21/12/2012).
Abbiamo già riportato il giudizio dell’Associazione sulla mancanza assoluta di valenza scientifica della determinazione della soglia minima di posti letto per una struttura per acuti, cui andrebbe associato almeno il valore della produzione. Ma ci sono altre considerazioni che Aiop ha rappresentato al Ministro (lettera 29/10/2013):
a) la disposizione della soglia minima ex lege di posti letto per le strutture private accreditate, e senza valutazioni di merito a livello regionale, determinerebbe la chiusura di aziende sane e utili, con la perdita di moltissimi posti di lavoro, senza qualsiasi effetto per la spesa sanitaria pubblica. Tali strutture sono pagate esclusivamente a DRG e pertanto le prestazioni non più prodotte da costoro sarebbero trasferite ad altri erogatori, con effetti nulli per la spesa sanitaria, ma con un alto costo in termini di impoverimento dell’economia reale;
b)  la suddetta soglia minima per acuti, così come è stata finora presentata, non tiene conto delle sinergie create da molte strutture con posti letto, ad esempio, di riabilitazione, per cui andrebbe salvaguardato l’utile continuum assistenziale di un percorso monospecialistico;
c) occorre puntare su iniziative che favoriscano qualità e appropriatezza delle prestazioni ospedaliere, in un ordinamento che promuova la trasparenza nella gestione degli erogatori privati come di quelli pubblici;
d)  può essere utile, per conseguire obiettivi di maggiore qualità, l’introduzione di norme che promuovano e disciplinino l’integrazione e l’aggregazione fra strutture private, liberando dall’arbitrarietà e dai vincoli burocratici le iniziative di fusione e i trasferimenti di aziende o di rami di azienda. E per far ciò, assieme agli eventuali adeguamenti strutturali, occorre che sia previsto un tempo sufficiente.
Dopo le infelici manovre Monti sul governo della sanità, in cui il dicastero dell’Economia sembrava voler segnare un infausto destino per il SSN, il dialogo aperto dal ministro Lorenzin e il dibattito suscitato nel Paese sul nuovo assetto del Servizio sono una buona premessa per un progetto basato su un equilibrio accettabile. E l’imminente Patto per la salute potrebbe essere l’ultima trincea a difesa di un sistema universalistico, solidale e pluralistico. Aiop ritiene che ciò sia una conquista preziosa per il Paese e pertanto sa da che parte stare.  



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