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La salute degli italiani
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La salute degli italiani

Lectio magistralis del Presidente Istat Giorgio Alleva

Angelo Cassoni, Ufficio Studi e statistiche

La Lectio Magistralis del Presidente dell’Istat Giorgio Alleva, organizzata da Federsanità Anci presso il Piccolo Auditorium Aldo Moro a Roma, ha costituito l’occasione per un confronto sul tema della salute e sulle implicazioni che le nuove disuguaglianze sociali ed il progressivo invecchiamento della società stanno determinando all’interno del nostro sistema di welfare. Un sistema la cui sostenibilità è messa seriamente a rischio dalle ultime stime DEF che vedono la curva Spesa - PIL precipitare verso il 6,3% del 2020, in netta controtendenza rispetto ai dati su speranza di vita e stato di salute di una popolazione che si scopre sempre più anziana.
É lo stesso Alleva a sottolineare che la crisi, non favorendo gli investimenti pubblici, ha determinato delle scelte orientate all’efficienza, ma con conseguenze negative in termini di accesso ai servizi, pur in presenza di una variabilità territoriale molto forte, non solo tra nord e sud, ma anche tra città e aree interne. Lo spread in termini di speranza di vita in buona salute tra l’Emilia Romagna, seconda in Italia, (la prima, il Trentino Alto Adige è ritenuta una sorta di outlier) e l’ultima, la Calabria, è di ben 10 anni. Un’altra interessante chiave di lettura dei fenomeni legati agli aspetti sociali e demografici dello stato di salute degli italiani illustrata nel corso dell’evento prende a riferimento una classificazione demografica rivisitata rispetto a quella tradizionale: dalle classi si passa ai gruppi sociali, partendo dal Saggio sulle classi sociali di Paolo Sylos Labini del 1974, ai cui estremi si ponevano borghesia e sottoproletariato, passando da piccola borghesia e classe operaia, fino a giungere alle attuali nuove categorie racchiuse tra i due estremi dei gruppi classe dirigente e famiglie a basso reddito con stranieri. Si tratta di un innovativo approccio di tipo multidimensionale la cui variabile chiave rimane quella economica (reddito e condizione occupazionale), che va però ad incrociarsi con quelle di natura culturale (titolo di studio) e sociale (cittadinanza, dimensione della famiglia, tipologia di residenza), approccio sintetizzato graficamente nella mappa. Per citare un esempio di relazione tra i dati sulla salute ed i nuovi gruppi sociali, si rileva che gli individui con più di quindici anni di età in stato di buona salute rappresentano il 75,6% del gruppo classe dirigente, mentre scendono al 60,5% in quello in assoluto meno performante di anziane sole e giovani disoccupati. Le statistiche dettagliate sui parametri individuati per misurare lo stato di salute e la descrizione della classificazione per gruppi sociali sono consultabili nell’Annuario Istat 2017.
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