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Senato: Audizione Aiop nell'ambito dell'esame del DL Milleproroghe
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Senato: Audizione Aiop nell'ambito dell'esame del DL Milleproroghe

Le Commissioni riunite I Affari Costituzionali e V Bilancio hanno svolto le audizioni con i principali attori della Sanità

In occasione dell'audizione tenutasi in Senato Lunedì 16 gennaio la Presidente Barbara Cittadini ha esposto le principali criticità afferenti alla componente privata del Servizio Sanitario Nazionale. 

In particolare: 

 

  • Carenza di personale: Secondo i dati del recente rapporto del Ministero della Salute “Il personale del sistema sanitario italiano” (agosto 2022), elaborato anch’esso sulla base delle risultanze del Conto annuale del Mef, nel 2020 il personale dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato in servizio presso gli ospedali del SSN ammontava a 614.880 unità, di cui 501.795 nelle strutture pubbliche e 113.085 in quelle della componente di diritto privato (Policlinici Universitari Privati, I.R.C.C.S. Privati, Fondazioni Private, Ospedali Classificati, Istituti privati qualificati Presidi USL, Enti di Ricerca e case di cura accreditate). La cronica carenza di personale ha fortemente inciso sulla possibilità di prendere globalmente e tempestivamente in carico i pazienti non-Covid, andando ad acuire i drammatici fenomeni sanitari e sociali della rinuncia alle cure, dell’aumento delle liste d’attesa e della mobilità passiva non fisiologica.  
    • Poco confortanti risultano, inoltre, le stime sul fabbisogno di infermieri necessari per far fronte al potenziamento dell’assistenza territoriale richiesto dall’attuazione del DM 77. 
    • Tutte le nuove realtà operative (2.350 in tutto tra Case della Comunità, Centrali Operative Territoriali, Ospedali di Comunità, Unità di continuità assistenziale e assistenza domiciliare) - per le quali si è più volte sottolineata l’insufficienza di un finanziamento complessivo per la parte gestionale - avranno bisogno, secondo i calcoli Agenas, tra le 19.450 e le 26.850 unità di nuove acquisizioni. Tanto considerato, per programmare correttamente il livello di prestazioni e di personale medico e sanitario nelle corsie e garantire il corretto funzionamento delle strutture, gli ospedali di diritto pubblico e di diritto privato necessitano di usufruire – per un arco temporale stabile, almeno triennale – di personale sanitario, sufficientemente formato, in grado di rispondere al fabbisogno di salute delle persone. Le misure che si propone di prorogare, che non comportano ulteriori oneri, si sono mostrate ampiamente efficaci durante la pandemia e, vista la necessità recuperare le liste d’attesa, possono ora rivelarsi funzionali per garantire alle strutture il personale necessario ad erogare le prestazioni necessarie per garantire l’effettività dei LEA. Si suggerisce, pertanto, di prorogare fino al 31 dicembre 2025 la possibilità delle strutture di poter contare sugli specializzandi, sul personale estero con titolo equipollente e sulla possibilità degli infermieri di erogare prestazioni in extramoenia.     
    • In particolare, la proposta di cui al comma 1, dispone una proroga fino al 31 dicembre 2025 dell’articolo 1, comma 548-bis della Legge 30 dicembre 2018, n. 145, che prevede la possibilità delle strutture del SSN e delle strutture private accreditate, appartenenti alla rete formativa, di assumere gli specializzandi ammessi alle procedure concorsuali per l'accesso alla dirigenza del ruolo sanitario. La proposta non interviene sugli attuali criteri e modalità di assunzione. Contestualmente, il comma 2 dell’emendamento in oggetto propone la proroga al 31 dicembre 2025 dell’art. 6-bis del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105 che consente l’esercizio provvisorio in Italia delle qualifiche professionali sanitarie tramite riconoscimento semplificato, esplicitando la possibilità delle Regioni di poter riconoscere in deroga anche il personale medico specialista.
    • Tale specifica appare necessaria per garantire una lettura unica della normativa sul territorio nazionale e limitare l’attuale variabilità regionale, che rischia di privare il SSN proprio delle figure di cui ha maggiore bisogno. La proposta di cui al comma 2, che peraltro mantiene intatte le procedure e le conseguenti garanzie previste dal decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, permette di immettere nel ruolo del SSN persone già presenti nel nostro Paese che sono ancora in fase di riconoscimento dell’equipollenza del titolo conseguito all’estero.
    • Per ottenere il riconoscimento ordinario sono infatti necessari circa due anni sia per i medici che per i medici specialisti. La proposta di cui al comma 3 prevede, infine, la possibilità degli infermieri di operare anche in extramoenia oltre il termine dello stato di emergenza, rendendola una misura stabile su cui i servizi ospedalieri e territoriali potranno contare fino al 31 dicembre 2025. Al fine d  garantire un apporto effettivo del personale infermieristico, il limite di ore settimanali per la quale si permette l’extramenia è incrementato da quattro a otto.
  • Recupero delle liste di attesa:  fenomeni relativi agli eccessivi tempi d’attesa e al mancato recupero delle prestazioni ritardate o non erogate durante la fase più acuta del periodo pandemico hanno acuito alcune tra le più preoccupanti criticità del Servizio Sanitario Nazionale. Per quantificare il numero di prestazioni in oggetto, i dati PNE-Agenas aggiornati al 2021 riportano, accanto all’inevitabile diminuzione nel 2020, anche il mancato recupero dei ricoveri non erogati o ritardati durante il periodo più acuto della fase pandemica. Nonostante una ripresa rispetto al 2020, nel 2021 i volumi di attività non sono tornati ai livelli pre-pandemici né per le prestazioni programmate né per quelle urgenti: a 1 milione e 700 mila ricoveri “persi” nel 2020 si sommano 1 milione e 200 mila ricoveri non effettuati nel 2021.
    • Per recuperare le prestazioni non erogate negli scorsi anni appare imprescindibile impiegare quota parte delle risorse aggiuntive assegnate al FSN per il recupero delle liste di attesa. Si propone, a tal fine, di affrontare tale emergenza prorogando fino al 31 dicembre 2025 la validità normativa degli strumenti messi già a disposizione delle Regioni – consentendo così una migliore programmazione da parte delle strutture sanitarie – e dedicando specifiche risorse del FSN all’obiettivo di recuperare le prestazioni non erogate nel triennio 2020-2022.   
    • In particolare, la proposta emendativa depositata in memoria, proroga al 31 dicembre 2025 le misure previste dai commi 1 e 2 dell’art. 26 del Decreto-Legge 25 maggio 2021, n. 73 finora adottate per l’abbattimento delle liste di attesa, quali: 
      • la possibilità delle strutture pubbliche di ricorrere a ore aggiuntive di straordinari del proprio personale; 
      • la possibilità delle Regioni di acquistare prestazioni da strutture private accreditate in deroga al limite di spesa previsto dall’art. 15, comma 14 del Decreto-Legge 6 luglio 2012, n. 95. Si prevede, inoltre, che le risorse attraverso cui finanziare tali prestazioni, pari a 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025, siano a valere dell’incremento del Fondo Sanitario Nazionale previsto dall’art. 96 della Legge di bilancio 2023. 

A questo LINK il reseconto del Senato. 

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