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Question Time. Le risposte del Sottosegretario Gemmato
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Question Time. Le risposte del Sottosegretario Gemmato

Mercoledì 3 aprile u.s., il Sottosegretario alla Salute, nell'ambito del Question Time in Commissione Affari Sociali, presso la Camera, ha risposto a un ciclo di interrogazioni.

Mercoledì 3 aprile u.s., il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, nell'ambito del Question Time in Commissione Affari Sociali della Camera, ha risposto all'interrogazione n.5-02214, a prima firma Zanella (AVS) in materia di iniziative per garantire ai cittadini le prestazioni sanitarie in tempi adeguati presso le strutture pubbliche.
Di seguito una sintesi delle principali dichiarazioni del Sottosegretario:
  • Si ricorda che il più recente intervento in materia di liste di attesa è costituito dalla legge 30 dicembre 2023, n. 213 (legge di bilancio per il 2024), che all'articolo 1, commi 218-221, prevede l'incremento delle tariffe orarie per tutte le prestazioni aggiuntive espletate dal personale medico e del comparto sanità, dall'anno 2024 all'anno 2026. A tal fine, la legge autorizza, per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026, la spesa di 200 milioni di euro per il personale medico e di 80 milioni di euro per il personale sanitario del comparto sanità, e a tale finanziamento accedono tutte le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in deroga alle disposizioni legislative che stabiliscono per le autonomie speciali il concorso regionale e provinciale al finanziamento sanitario corrente.
  • Inoltre, si richiama il comma 232 del medesimo articolo 1, il quale dispone che, per l'attuazione dei propri Piani operativi per il recupero delle liste di attesa, le regioni e le province autonome possono avvalersi, fino al 31 dicembre 2024, dei suddetti incrementi delle tariffe e possono coinvolgere anche le strutture private accreditate. A ciò si deve aggiungere che con il medesimo comma viene stabilito che le regioni e le province autonome possono utilizzare una quota non superiore allo 0,4% del livello di finanziamento indistinto del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato per l'anno 2024 per il recupero delle liste di attesa.
  • Oltre agli interventi legislativi, si ricorda altresì che, con Decreto dirigenziale del 21 dicembre 2023, è stato istituito presso il Ministero della salute il Tavolo per l'elaborazione e l'operatività del Piano Nazionale di Governo delle Liste d'Attesa 2024-2026. I lavori del Tavolo procedono speditamente e a breve è prevista l'emanazione del relativo Piano. Il Piano 2024-2026 innoverà profondamente gli strumenti di monitoraggio dei tempi di attesa al fine di renderli sempre più tempestivi e precisi, e prontamente disponibili per la programmazione.
  • Tra i vari monitoraggi in via di aggiornamento, si prevede di rivedere anche il monitoraggio dei tempi di attesa delle prestazioni in Attività Libero Professionale Intramuraria – ALPI, che sarà ricondotto in uno con quello delle prestazioni istituzionali, per valutarne puntualmente l'allineamento ai fini della relativa programmazione.
  • Infine,si ricorda che le opportunità concesse alle regioni di usufruire di quanto previsto relativamente alle attività erogate nell'ambito della «Farmacia dei Servizi». Questo fondamentale presidio sanitario territoriale consente l'ampliamento dei «tradizionali» servizi espletati dalle farmacieholter cardiaco, holter pressorio, spirometria ed ECG resi in convenzione, al fine di abbattere le relative liste di attesa. In tale ottica, un particolare rilievo acquista anche la progressiva diffusione delle prestazioni di telemedicina.
  • Nell'ultimo report dell'Agenas emerge come il Ssn, nel suo complesso, abbia reagito al periodo pandemico ritornando al numero delle prestazioni erogate prima del Covid-19.
  • Riguardo il monitoraggio ex ante dei tempi di attesa delle prestazioni prenotate in attività libero professionale nell'anno 2022, circa il 56% delle prestazioni è avvenuto entro 10 giorni mentre circa il 30% è stato fissato tra gli 11 e i 30/60 giorni, a seconda che si tratti di una visita specialistica o di una prestazione strumentale.
QUI la risposta completa.
 
 
Il Sottosegretario alla Salute ha poi risposto contestualmente alle seguenti interrogazioni:
  • n.5-02216, a prima firma Furfaro (PD), in materia di misure da adottare fino all'entrata in vigore del «decreto tariffe» per garantire tutte le prestazioni previste nei LEA;
  • n.5-02218a prima firma Quartini (M5S), in materia di misure per garantire l'accesso a tutte le prestazioni previste nei LEA stante la proroga dell'entrata in vigore del nuovo nomenclatore tariffario.
Di seguito una sintesi delle principali dichiarazioni del Sottosegretario:
  • Come noto, l'articolo 64 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri LEA del 12 gennaio 2017 – relativo alle norme transitorie – aveva rinviato l'entrata in vigore delle disposizioni in materia di assistenza specialistica ambulatoriale e di erogazione di dispositivi protesici, di cui agli allegati al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, alla pubblicazione dei decreti del Ministro della salute di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, di definizione delle tariffe massime delle medesime prestazioni.
  • Tanto premesso, occorre ricordare che i lavori per l'emanazione dei nuovi nomenclatori sono iniziati subito dopo l'entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri LEA e sono stati particolarmente articolati, hanno subito numerose pause ed arresti (per la pandemia e per il complicato confronto con le regioni) e, solo dopo un lungo iter istruttorio, esitato nell'annessa relazione metodologica, il 4 agosto 2023 è stato pubblicato in G.U. il decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze del 23 giugno 2023, di determinazione delle tariffe dell'assistenza specialistica ambulatoriale e protesica, come previsto dal sopra citato articolo 64 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017.
  • Tuttavia, per consentire un maggior lasso di tempo per l'adeguamento dei vari sistemi dei diversi operatori coinvolti alle nuove tariffe, con successivo decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze del 31 dicembre 2023, è stato stabilito che le disposizioni del decreto 23 giugno 2023 entrassero in vigore dal 1° aprile 2024.
  • Da ultimo, l'entrata in vigore del provvedimento è stata posticipata al 1° gennaio 2025. Tale ulteriore proroga si è resa necessaria a fronte dell'espressa richiesta di un cospicuo numero di regioni. Infatti, nella seduta straordinaria della Commissione salute, alla presenza degli Assessori alla salute delle regioni e province autonome e di rappresentanti del Ministero della salute, il giorno 25 marzo 2024, le regioni e le province autonome, all'unanimità, hanno ritenuto idoneo assecondare la succitata richiesta, anche al fine di valutare una più ampia revisione delle medesime tariffe, assicurando nel contempo una graduale transizione al nuovo tariffario.
  • Allo stato attuale, detto provvedimento di proroga - a seguito dell'intesa sancita in Conferenza Stato-regioni - è all'esame degli organi di controllo.
QUI la risposta completa.
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